Qualità dell'aria e risparmio energetico, le startup italiane al servizio dell'ambiente

Diminuire l’impatto ambientale dell’uomo sul pianeta, oggetto di un dibattito internazionale sempre più intenso, è diventato un obiettivo centrale anche e soprattutto per le startup di nuova e nuovissima generazione. Del resto, il traguardo di abbattere i consumi considerati più inquinanti e riconvertire l’economia secondo principi sostenibili può essere raggiunto soltanto ricorrendo a una massiccia dose di investimenti finanziari rivolti a soluzioni innovative e ad alto tasso di tecnologia: e anche in Italia è in aumento il numero delle startup che oltre alla ricerca del profitto, si impegnano a introdurre innovazioni sul mercato che vanno a beneficio dell’ambiente e della società.

Se prima dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina il nostro Paese puntava al 70 per cento di produzione energetica da rinnovabili entro il 2030 (otto volte la potenza installata sino a oggi), adesso le variabili portate dalla guerra hanno complicato i piani, rendendo tuttavia più urgente la rincorsa a fonti alternative, al riuso, ai concetti applicati dall’economia circolare. Con la certezza che una rivoluzione può partire anche da tantissimi tasselli messi insieme, passo dopo passo. La missione di un’azienda come Nexton, ad esempio, è una startup di Torino che grazie al suo lavoro è riuscita a risparmiare fino al 60% di energia e abbattere di metà le emissioni di CO2 nell'impianto di illuminazione di un parco cittadino nella provincia del capoluogo piemontese.

La tecnologia della startup è fondata u dispositivi di facile configurazione dotati di strumenti per la manutenzione che avvertono gli operatori in caso di malfunzionamenti dei punti luce: durante l'assenza di traffico tutti i punti luce sono al minimo di intensità luminosa, ma non appena un pedone o un ciclista entrano nello spettro di rilevazione del punto luce, il loro passaggio viene comunicato agli altri punti luce che si adattano secondo logiche di intensità di illuminazione personalizzabili.

Interessante anche il caso di una startup nata da pochi mesi in Puglia, Tuidi: l'azienda, ricorrendo alle tecnologie del Machine Learning, riesce a combinare la velocità di integrazione con l’analisi personalizzata dei processi aziendali per sviluppare un’intelligenza artificiale che suggerisce come aumentare i profitti. Attraverso lo studio delle variabili endogene ed esogene, Tuidi identifica il loro impatto sulle performance economiche dell’azienda, utilizzando un assistente virtuale che minimizza le inefficienze come i buchi negli scaffali, l’eccesso di scorte di magazzino e gli sprechi alimentari. Passando al monitoraggio della qualità dell’aria: esattamente un anno fa, Wiseair ha chiuso un round di investimenti da 1 milione di euro. L'azienda ha realizzato un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria innovativo volto a generare consapevolezza tra le persone attraverso la creazione e il coinvolgimento di una community attiva di cittadini, aiutando così a prendere decisioni in ottica ambientale. Il progetto contempla una struttura di sensori IoT da posizionare sul territorio e che consente il monitoraggio degli inquinanti ambientali.

Ai sensori si aggiunge una dashboard alla quale l'amministrazione comunale può accedere per ottenere dati in tempo reale e visualizzare andamenti e analisi, oltre a scaricare report dettagliati. Inoltre, Wiseair offre il supporto continuo all'analisi delle fonti emissive e alla costruzione di politiche a difesa della qualità dell'aria del territorio e incentiva la comunicazione con i cittadini mediante la condivisione dei dati sull'app gratuita.

 

Fonte: ClicLavoro
 

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